domenica 18 luglio 2010

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Siamo alla XVI domenica del Tempo Ordinario, della nostra ferialità. In questa domenica sembra che sia propizio il Vangelo che l'Evangelista Luca ci propone alla nostra meditazione attraverso l'atteggiamento di due sorelle: Marta e Maria.
Dicevo propizio perché ci rimanda al nostro modo di pensare, vedere ogni cosa sopratutto in questo periodo che viviamo un certo attivismo e non sappiamo cosa sia essenziale. Grandi autori, ma anche grandi lettori o lettrici risponderebbero con le parole di Antoine de Exupery: "l'essenziale è invisibile agli occhi si vede bene col cuore". Ma chi risponde così o legge queste parole ne è convinto/a? Noi ne siamo convinti?
Se il Vangelo ci fa riflettere ancora una volta su questo, penso che ancora qualcosa non va!
Se osserviamo a colpo d'occhio tutti i testi biblici che la liturgia odierna ci offre, noteremo una continua visita da parte di Dio Trinità di Dio Amore. Il Dio della Trinità oggi continua a recarsi presso tutti noi. Questo noi la chiamiamo visita. Spesso, ci rendiamo conto della venuta di Dio solo dopo la sua visita. E forse anche Marta non l'aveva capito subito e si agitava nelle sue cose.
La visita del Signore è il segno concreto di come a Gesù interessa tessere rapporti seri e concreti con le persone e con queste intende intrecciare relazioni sempre più solide e significative.
Nel vangelo si deve individuare un appello a badare più alle persone a noi affidate che a tante altre iniziative che non portano ad avvicinare l'uomo al proprio fratello. L'ingresso di Gesù nella casa delle due sorelle provoca due atteggiamenti diversificati: ascolto e, diciamo così, una forma di ansia o frenesia per l'ospite che è arrivato.
Nei tempi passati i comportamenti delle due sorelle hanno avuto una lettura che dava una certa superiorità alla vita contemplativa rispetto a quella legata al servizio.
Oggi molti autori dicono che qui siamo di fronte a due ministeri presenti nella vita della prima comunità cristiana: liturgia e diaconia. Quindi non dividiamo mai le due realtà, ma cerchiamo di dare il giusto peso ad ogni cosa secondo il cuore di Dio.


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