giovedì 14 ottobre 2010

15 Ottobre: Santa Teresa d'Avila

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!




In questo venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario, celebriamo una grande santa della Chiesa e del Carmelo: Santa Teresa di Gesù (D'Avila).
Il vangelo che la Chiesa propone in questa liturgia è quello di Lc 12,1-7 e ci presenta un'ultima critica di Gesù contro le autorità religiose del suo tempo.
Sullo sfondo di una folla che si accalca attorno a Gesù al punto da "calpestarsi a vicenda", Egli mette in guardia da un lievito cattivo che fa fermentare tutta la massa dei nostri giorni nel senso del peggiore deterioramento: quello della bugia esistenziale. Questa è ipocrisia!
Il termine indica la capacità di recitare in teatro. Gli ipocriti sono gli attori, i commedianti. Alla radice dei comportamenti dell'ipocrisia sta il protagonismo. Sopra il volto degli uomini c'è questa maschera da commedianti che impedisce loro di riconoscersi creature di Dio: essi scambiano la vita per una recita da teatro e credono di essere il personaggio interpretato sul palcoscenico.
I farisei recitano molto bene la parte dei giusti e dei santi, ovviamente, senza esserlo. Il loro inganno, presto o tardi, viene alla luce.
Possiamo dire che l'ipocrisia è un lievito acido dentro la pasta dell'umanità che la fa mal fermentare sulla sponda della paura, della menzogna, di una vita inautentica.
Fermiamoci e guardiamoci dentro per iniziare la giusta terapia di questo male e cioé avendo un cuore semplice, da chiedere al Signore, un cuore del bambino che non ha nulla da nascondere e che, nelle sue paure, si lancia nelle braccia della mamma.
Ancora una volta dice per noi Gesù: "Non temere, voi valete più di molti passeri". E ancora ci rassicura: "Non temete gli uomini che possono uccidere il corpo e, dopo, non possono più far nulla. Temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettarvi nella Geenna".
Il cristiano è chiamato a discernere il lievito che muove la sua vita: è il timore della morte, che porta all'ipocrisia e all'accumulo dei beni, o il timore di Dio, che porta alla verità e alla libertà nella misericordia? Il primo è il regno della morte, il secondo è il regno di Dio.
L'ipocrisia è anche la "coda di paglia" (come si dice) per nascondere difetti a situazioni nostre che, comunque, temiamo facciano formulare agli altri giudizi negativi nei nostri confronti.
Preghiamo perché la nostra vita sia un continuo atto di fiducia nel Signore.

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