giovedì 25 novembre 2010

Venerdì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo agli ultimi giorni per poi celebrare la prima domenica di Avvento. Il vangelo odierno ci presenta le raccomandazioni finali del Discorso Apocalittico (vedi Lc 21,29 -33). Questi sono i giorni del discernimento e Gesù per farci fare questo esercizio spirituale, non facile, ci invita a puntare lo sguardo del cuore sulla natura per capire come le cose nel mondo stanno cambiando.
San Paolo più tardi ci farà capire che la nostra vita non deve essere conforme alla mentalità di questo secolo, ma dobbiamo trasformarla nel rinnovo della mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono a lui gradito e perfetto (Rom 12,1 -3). Ma l'ora esatta della venuta del Regno, nessuno la conosce. Nel vangelo di Marco, Gesù arriva a dire: "Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre!" (Mc 13,32). Discernere quindi è un cercare per capire e andare incontro al Signore che viene.
La venuta del Signore qui non è da leggere nel senso temporale, ma un entrare nell'ottica del Regno rendolo sempre più visibile. Questo è il regno dell'amore che Gesù, davanti a Pilato, dirà che non è di questo mondo (Gv 18,36; cfr. 1Cor 2,6).
Abbiamo bisogno di ritornare alla Parola lasciandoci illuminare da Essa perchè tutto ritorni all'essenziale, a vibrare di vita nuova.
Finiamola di costruire la nostra vita sulle nostre parole ricche di presunzione e costruiamola, invece su Cristo, Parola del Padre, Legge dell'amore. Facciamo in modo che la sua parola dia senso alla nostra vita.

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