sabato 3 settembre 2011

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Ci troviamo nei discorsi (loghia) di Gesù e in questo capitolo 18, definito "discorso ecclesiastico", vengono trattati i rapporti tra i vari membri della comunità. Esso quindi, va letto nella prospettiva della sequela, intesa come un cammino verso la croce.
Il capitolo è inserito in un contesto di disorientamento della fede, Gesù da' dei consigli a chi lo segue, ai suoi discepoli.
Il nostro brano è il seguito dei precedenti versetti (vi invito a riflettere partendo dal primo versetto del medesimo capitolo). In esso abbiamo un discorso sulla correzione fraterna.
Oggi, non è facile parlare e tantomeno concretizzare la correzione fraterna. Forse perché in noi vive un certo senso di inquietitudine non facile da debellare. Sant'Agostino denuncia se stesso inquieto, ma la grazia del Signore lo ha raggiunto.
In questa domenica anche noi dobbiamo raggiungere o per dirla con le parole dell'evangelista Matteo: "guadagnare" qualcuno.
Se provassimo a tornare un attimo indietro, vediamo come la prima parte del discorso presenta con chiarezza delle rivalità, scandali, peccati nella comunità cristiana. Purtroppo accade ancora oggi e Gesù a tal proposito dice: "Il Figlio dell'uomo quando tornerà troverà ancora fede sulla terra?" (Lc 18,8).

Proprio l'altro giorno qualcuno mi parlava delle difficoltà che riscontra nella correzione fraterna. Tutti, riscontriamo le nostre difficoltà ogni qualvolta che ci troviamo in dialogo sia nella forma reale che virtuale,
Come comportarsi di fronte a tutto questo?
Bisogna partire da una liberazione del cuore: un cuore libero dall'orgoglio, dalla superbia: è il caso di capire chi realmente siamo e dove stiamo andando. La correzione fraterna richiede il rispetto dell'altro, ma ciò non significa nascondersi per rispettare l'altro. Tutt'altro!
Il Vangelo ci dice che l’atteggiamento fondamentale da assumere è il perdono; Gesù sottolinea "settanta volte sette", cioè che assomigli al perdono di Dio. Per arrivare al perdono di Dio, bisogna che stiamo attenti alla crescita della persona; la correzione è crescita. Dobbiamo imparare a far crescere le persone e non a dire questo sì questo no, li opprimeremmo. C'è una libertà cosciente da vivere e far vivere.
Dobbiamo imparare a cercare solo amore e non l'errore, o come usava dire il beato Giovanni XXIII: "cerchiamo sempre ciò che ci unisce, mai quello che ci divide". Cercare quest'unione è quel legare in Dio ogni azione che facciamo nella vita di tutti i giorni!

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!



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