sabato 26 novembre 2011

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!



Domenica scorsa abbiamo celebrato la festa di Cristo Re che chiudevo un anno liturgico, ma ne apriva un'altro.

Con l'inizio dell'Avvento, la Chiesa Cattolica inizia il suo nuovo anno liturgico. Ci accompagnerà quest'anno l'evangelista Marco, il più antico e il più breve dei quattro Vangeli canonici. In questa brevità, Marco si presenta a tutti noi essenziale ed è in questa sua essenzialità che bisogna cogliere il suo messaggio fino a testimoniare, come il soldato pagano, Gesù figlio di Dio (Mc 15.39) fino all'incontro finale e cantare la sua gloria in eterno.
Il vangelo di questa domenica inizia con due atteggiamenti da osservare e praticare: "fate attenzione e vegliate".
Il primo elemento sembra descrivere una vita distratta, ad avere pensiero altrove. In realtà non l'avrebbe scritto l'Evangelista se non fosse così. Su che cosa siamo chiamati a fare attenzione? Possiamo pensare di stare attenti alle piccole cose (visto che a quelle grandi, ci viene difficile) di ogni giorno, a ciò che accade nel cuore. Ma l'attenzione è posta anche durante il cammino e alle eventuali persone che possiamo incontrare. Un'attenzione può essere anche verso una realtà povera, muta oppure ricca dei doni che il Signore ha fatto, che spesso vengono sprecati.
L'altro verbo è quello che sottolinea la veglia (in queste ultime settimane l'abbiamo sentito più volte). Vegliare, fose qualcuno lo paragona alla preghiera. Non è la preghiera (anche se al dire il vero in questo tempo forte dell'anno la nostra preghiera deve essere più intensa). Vegliare è un guardare oltre l'orizzonte. Uno scrutare quel buio che ci sta attorno (anche dentro). E' una speranza viva piena di futuro, perchè dopo la notte sorge il sole!!!
Il nostro compito è vegliare su tutto ciò che nasce, sui primi passi della pace, sui germogli della luce. Avvento, infatti, vuol dire letteralmente avvicinarsi, venire vicino. E se non veglio, come accolgo questo tempo di speranza?
Allora lasciamo che la nostra vita sia tesa verso il veniente. E se la nostra vita è tale, è una vita che accorcia le distanze e che vive con attenzione. E' una vita che non si arrende agli ostacoli, al male ma sempre aperta al futuro, al futuro di Dio che si incarna nelle nostre esistenze umane.
Lasciamo che l'ultimo imperativo di questa pagina evangelica risuoni ancora nei nostri cuori per poterci incamminare: "Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!".

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!



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