sabato 20 ottobre 2012

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo in cammino. Un cammino che come Chiesa tendiamo sempre a perfezionarci ad immagine del Creatore.
Nel Vangelo di questa domenica ci troviamo in cammino, un cammino particolare: verso Gerusalemme, il luogo della passione e morte di Gesù.
Lungo il viaggio qualcuno osa chiedere qualcosa di particolare. Non si tratta né di soldi, né di salute ma di un posto eminente nella gloria di Gesù. 
Nel cuore di ogni cristiano ci sta questo desiderio, anzi sembra una continua corsa, tanto da fare indignare gli astanti se qualcuno si coccola Gesù.
Gesù qui e ad ogni discepolo di ogni tempo ed età, capovolge la situazione: vuoi essere nella gloria? bisogna che tu entri nell'ottica della Croce!
La Croce... chissà quanti di noi riusciamo a capire che la croce sfocia nella gloria. Anche Gesù per entrare nella gloria è passato attraverso la Croce. Ai discepoli di Emmaus lui stesso dice: "non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?" (Lc 24,26. Cfr. anche la prima lettura).
Facile allora chiedere di sedersi nella gloria senza aver sofferto. Allora ognuno può dire: bisogna soffrire per questo, già soffriamo per tante altre cose che la vita ci riserva ogni giorno.
Gesù invita sempre a prendere la propria croce, ma invita a seguirlo, cioè a seguire lui servo sofferente.
Gesù non condanna il desiderio dei due discepoli e sa benissimo quanto riserva la vita di tutti i giorni. Ma ad ogni cristiano, ancora oggi, capovolge il discorso promettendo un altro tipo di grandezza: ci chiama al suo seguito, per prendersi cura della felicità dell'altro.
Nelle parole di Gesù "sia il servitore di tutti!", si riconosce la presenza amorosa di Dio: "non son venuto per farmi servire, ma per essere servo".
Il cristiano, dice Gesù, non è colui che vive nella mediocrità della sua vocazione.
Paolo VI parlando a questo mondo sempre in trasformazione, rivolgendosi ai cristiani disse queste parole: "Quando parliamo di servizio, ci sembra di notare una duplice reazione nell'uditorio: la prima abbastanza negativa. L'uomo moderno non vuole sentirsi servitore di nessuna autorità e di nessuna legge. L'istinto sviluppato in lui, di libertà, lo inclina al capriccio, alla licenza e persino all'anarchia. E in seno alla Chiesa stessa, l'idea di servizio, perciò di obbedienza, incontra molte contestazioni, anche in seminario.
Sarà bene ricordare che questa idea di servizio è costituzionale per lo spirito di ogni cristiano, e, tanto più, per il cristiano chiamato all'esercizio di una qualsiasi funzione: di esempio, di carità, di apostolato, di collaborazione, di responsabilità, e ciò specialmente nell'ambito ecclesiale, in cui la solidarietà, l'unità, l'amore, hanno esigenze di stimolante continuità.
Non dimentichiamo l'esortazione dell'Apostolo: 'Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo'. È certo che anche l'ufficio gerarchico (sacerdoti, parroci, vescovi, operatori) esiste per la comunità e non viceversa; e che la potestà nella Chiesa non è tanto per sovrastare quanto per giovare; non per il proprio prestigio, ma per l'altrui utilità". 
Vedo in queste parole tanta verità ancora oggi.
Ogni domenica noi ci accostiamo al trono della grazia (II lettura). Viviamo l'Eucarestia condividendo il calice della divina volontà, partecipando pienamente alla morte redentrice di Cristo percorrendo con Cristo ogni via di condivisione, di servizio, senza sosta. 
Un grande vescovo insegnò ad essere Chiesa del servizio con umiltà, usando lo stesso grembiule che Cristo usò per tutti noi!
In questa domenica celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale (clicca qui per il Messaggio del Papa). 
Preghiamo per i missionari che ogni giorno testimoniano con la vita il Cristo servo. E preghiamo anche per ciascuno di noi, perché viviamo la fede con slancio missionario.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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