sabato 24 novembre 2012

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B) Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Con questa domenica chiudiamo un anno liturgico per aprirne un'altro. Che cos'è l'anno liturgico? Brevemente diciamo che è composto di un cammino di 52 settimane, offerto a tutto il popolo di Dio per conoscere e accogliere Gesù nella propria vita.
La celebrazione di Cristo Re nella XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, è la chiave di chiusura e apertura dell'anno liturgico.
Il Vangelo di questa domenica è preso dal cap. 18 del vangelo di Giovanni ove ci troviamo nel bel mezzo del dialogo del processo a Gesù. 
Quanti processi a Gesù si fanno oggi? Quanti processi ha messo sotto accusa l'immagine di Gesù Cristo?. Le librerie ne raccolgono  la testimonianza (compresa quella degli atei); ma anche la nostra stessa vita spesso si trasforma in un processo a Gesù.
E' da chiedersi allora cosa e chi ascoltiamo per maturare nella conoscenza di Cristo Gesù? Gesù dice: "Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce". Noi da quale parte stiamo?
Proprio stamattina ascoltavo un problema: persone impegnate nel fare catechesi, nel seguire corsi teologici, nel consacrare la propria vita al Signore credono di possedere la Verità. Si sono trasformati nel nuovo Ponzio Pilato.
Gesù è Re della nostra vita e della nostra storia, è venuto per salvarci sì ma sopratutto è venuto per TESTIMONIARE un Dio Amore e non incorniciato in libri, catechesi o corsi teologici (non fraintendetemi). La Verità di cui parla Gesù è Dio stesso come diceva San Tommaso (ipsa summa et prima veritas). E' l'Amore di Dio per ciascuno di noi e noi chiamati a viverlo e farlo vivere. Chiamati ad essere il riflesso di questa Verità.
Quest'amore di Dio, questa Verità, Gesù l'ha vissuto nel dono di sè. Ora solo chi si nutre di Lui, chi vive questo rapporto comunionale con Lui può come Cristo vivere il dono di sè.
San Pietro nella sua prima Lettera dice che "Cristo patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme" (1Pt 2,21) e non chiede altro di vivere l'Amore di Dio alla stessa maniera come l'ha vissuta lui. 
Eppure nonostante tutto continuiamo a fare il processo a Gesù, continuiamo a mettere a confronto due poteri: l'amore di Dio e il nostro io. La risposta a questa continuità è semplice: abbiamo, come Ponzio Pilato, accantonato la Verità pensandola irrisolvibile e impraticabile mettendoci dalla parte di chi possiede.
Il cammino del popolo di Dio conduce ad essere posseduti dalla Verità e non a possederla. Il Cristo Re messo in Croce guardandolo lo troviamo senza potere, ma è in quell'Amore Crocifisso che la Verità è una potenza.
Fermiamo la nostra attenzione critica e mettiamoci alla sequela di Cristo. San Paolo avverte: "chi crede di stare in piedi, badi di non cadere" (1Cor 10,12). 
L'anno della fede ci interroga: "Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?".  

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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