venerdì 21 dicembre 2012

IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo arrivati alla IV domenica di Avvento. Un cammino itinerante, quasi a rassomigliare al cammino di Maria verso la parente Elisabetta, presentatoci in questa domenica.
Già domenica scorsa la liturgia ci invitava a gioire per il prossimo, e ormai alle porte, Natale del Signore.
Questa domenica ci viene aperta quella porta natalizia: è il cammino della fede. Una fede che non guarda ostacoli, ma li supera, li valica, va oltre l'orizzonte perché Gesù è il valico delle frontiere, il valico di ogni ostacolo.
Il cammino di fede ci dice di continuare a testimoniare con la vita, portando la pace, portando Gesù.  
La preoccupazione principale della liturgia è quella di introdurci nella contemplazione del mistero. La Parola di Dio ci offre oggi le chiavi per comprendere, gustare ed annunciare ad altri il mistero che celebriamo. 
Le tre letture invitano a meditare, a contemplare e ad attualizzare oltre a quella di Maria, anche l'azione di altri tre protagonisti del grande Mistero e il loro concorso per portare a compimento la salvezza dell'umanità: Dio - Gesù - lo Spirito Santo.
Questi protagonisti fanno della Visitazione un mistero di fede, di gioia, di servizio, di annuncio missionario. 
Maria viene presentata premurosa nel viaggio (v. 39). La premura di Maria non è curiosità circa i fatti dell'anziana e sterile Elisabetta, ma gioia della fede che vive con cura, con zelo (secondo l'etimologia greca). 
Maria oggi ci insegna a vivere la nostra fede con zelo, con cura perché è Gesù stesso che ce lo chiede.
"In quei giorni" allora, si ripeterà sempre perché la fede di Maria sarà la fede di ciascuno di noi e questa fede si chiama Gesù, perché non è solo Maria che lo porta in grembo, ma tutti noi.
Da questo deduciamo che Maria con questo suo gesto, è immagine della Chiesa missionaria, che porta al mondo l'annuncio del Salvatore.
Certamente l'annuncio missionario esploderà in gioia. Ma il Vangelo ci ricorda che la missione contiene in sé gioia e dolore perché il missionario è un innamorato di Dio che canta con la vita il suo magnificat.
Il testo del vangelo di questa quarta domenica di Avvento non include il cantico di Maria (Lc 1,46-56), quella lode che è l'espressione di chi ha trovato Dio e lo celebra come il compimento della massima esperienza della propria vita. 
Questo ci dice che "in ogni incontro si tratta di scoprire nell'altro il mistero di Cristo: ognuno porta Cristo in sé... affinché un tale incontro sia possibile, dobbiamo - come Maria - alzarci e metterci in marcia" (Anselm Grun).

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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