sabato 19 gennaio 2013

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


E' la domenica delle nozze. Sia la prima Lettura che il Vangelo parlano di nozze. Di chi? Di Dio con l'umanità.
Quando parliamo di nozze, parliamo d'amore, parliamo di festa, di gioia. Ebbene oggi questa celebrazione vuole ricordare proprio tutto questo dove Dio ne è l'autore. Dio si è legato all’umanità con un patto nuziale perché l'ama e il suo amore è come quello di uno sposo, intimo, esclusivo, geloso (Ct 8,6-7; Dt 4,24). A quest'amore di Dio l’umanità ha risposto spesso con tradimenti ed infedeltà; come una sposa adultera ha dimenticato tutto l’amore ricevuto, come viene evidenziato dal Vangelo di Giovanni, viene dimenticato, viene a mancare. Ma Dio è fedele e conserva sempre il suo amore (Ger 31,3), per tutti.
Cana per tutti noi è l'emblema per ricominciare. Forse pensavamo che per ricominciare con Dio avevamo bisogno chissà di quale sacrificio da offrire. Dio viene in mezzo a noi e ci dice: ama!
Un nuovo modo di pensare Dio che non è facile vivere. Abbiamo bisogno di qualcuno che ce lo insegni.
L'evangelista Giovanni dice "e c'era la madre di Gesù". Quando si parla di amore, ci sta sempre una madre pronta ad insegnarti che cosa sia. Oggi forse difficilmente ci accostiamo alla propria madre, perché ci insegni la via dell'amore. Stiamo più attenti alle nostre cose, barattiamo con la propria madre per i propri interessi e poi tutto alle spalle.
Ebbene nella storia salvifica più o meno è successo la stessa cosa. Qui a Cana Maria interviene sul campo dell'amore dicendo a tutti: "qualsiasi cosa vi dica, fatela".
Prima di quest'indicazione d'uso, c'è nel Vangelo un dialogo d'amore tra madre e figlio, tra Maria e Gesù. Un dialogo da cui scaturisce gioia, continuità di vivere, amore.
Quest'istruzione per l'uso, datoci da Maria, è per tutti, perché tutti chiamati all'amore. Come? Partendo dall'ascolto, dall'obbedienza a Cristo. Se il cristiano non si colloca in questo "start" che è Cristo, non si può reputare tale. Maria, per non perderci ci da' queste istruzioni, e lo fa tutt'oggi. Spesso nelle nostre liturgie viene cantato all'offertorio un canto dei Gen: "Come Maria". Al di la della critica testuale, chi più ne ha più ne metta, non so se ci rendiamo conto dell'entità dell'espressione "come Maria".
Dire come Maria significa: amare come lei ha amato. Significa renderci conto delle situazioni degli altri prima che si trasformino in tragedia.
Cana è questa rivelazione per noi e non una bella pagina da leggere nel giorno delle nozze di qualcuno. 
Cana si ripete ogni volta che la nostra vita è sull'orlo della tragedia. Sta a ciascuno di noi saper accogliere questo miracolo dell'amore!

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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