sabato 23 febbraio 2013

II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Procede il cammino verso la Pasqua. Camminare è fatica, si devono superare degli ostacoli. 
In questa II Domenica di Quaresima troviamo un primo ostacolo: la salita verso un monte. Ma è proprio un ostacolo? Fisicamente sì ma spiritualmente, ci dice Luca, non lo è.
Cosa succede. Gesù aveva appena annunciato la sua passione e morte. I discepoli non ci vedono chiaro: perché devi soffrire? Non è facile rispondere a questa domanda, solo entrando nella dimensione di Dio Padre si può coglierne il senso.
Questo retroscena fa sì che Gesù salga insieme ad alcuni discepoli su un monte, salga presso Dio (il monte è il luogo della Divinità) e la motivazione è la preghiera.
La preghiera. Chissà cosa pensiamo quando si dice: "prega"; "mettiti in preghiera", o parole simili. Ovviamente non si parla di un formulario e tantomeno delle preghiere principali della nostra fede, anche se queste contribuiscono ad alimentare, in qualche maniera, la nostra fede. 
Pregare ci dice Luca è relazionarsi, specchiarsi in Colui che può indirizzarci, in Colui che dà senso alla nostra vita. Ma chi dorme, con chi si relaziona? 
Luca ci dice che questo sonno si ripresenterà nuovamente su un'altro monte: quello degli ulivi, dove si attualizzerà la sofferenza annunciata.
Allora la preghiera è importante perché trasforma, ti cambia dentro, ti fa diventare ciò che contempli, ti fa entrare in intimità con Dio. 
Il viaggio verso il monte è stato intrapreso perché la preghiera è un viaggio in un luogo teologico, dove si è rivestiti della nuova veste piena di un sacro silenzio. 
Perché accada tutto questo, perché tutto questo abbia il suo fondamento, la voce del Padre dice: "Ascoltatelo!".
La fede che dovremmo vivere non è un costatare un evento soprannaturale, non nasce dalle "tre tende da costruire", ma è dono che proviene e nasce dall'ascolto. 
Ascolto di cosa? Ascolto di una parola che si è incarnata: Gesù, il Figlio del Padre in cui è racchiuso il mistero di Dio e la cui Parola ci porta a salvezza e liberazione.
Pietro di questo mistero trasfigurante ne fa esperienza e annuncia che è bello, perché tutto è bellezza.
Nella storia altri personaggi famosi hanno detto la stessa cosa. pensiamo a Francesco d'Assisi: "tu sei bellezza", oppure Agostino d'Ippona: "tardi ti ho amato, bellezza antica e sempre nuova".
C'è una bellezza di Dio che non va deturpata, perché è amore che canta dentro. Questo amore porta verso la Croce. Da lì nessun cristiano può sfuggire, ma è il prezioso passaggio per la risurrezione, così come preghiamo, durante la Liturgia, col prefazio della trasfigurazione: "Egli, dopo aver dato ai discepoli l’annunzio della sua morte, sul santo monte manifestò la sua gloria e chiamando a testimoni la legge e i profeti indicò agli apostoli che solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione"
Allora il senso della nostra preghiera sia una vita dignitosa di uomini e donne che realizzano pienamente la trasfigurazione, perché il credere è un continuo lasciarsi trasfigurare bevendo alle sorgenti della Luce.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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