sabato 2 febbraio 2013

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Riprendiamo quanto ci siamo detti domenica scorsa per chiarificare come Gesù cammina sulla scia dei profeti.
La parola di questa domenica è posta tra accoglienza e rifiuto, un anticipo di quell'osanna e crocifiggi, che sentiremo più tardi.
Nella prima lettura, il profeta Geremia si confronta e scontra con i suoi connazionali, ogni qualvolta le sue parole risuonano come stridente opposizione alla politica della classe dirigente. Nonostante la crescente emarginazione e persecuzione, sarà la parola di Geremia a prevalere. Essa porterà luce e comprensione nelle tenebre di un’epoca drammatica per la storia di Israele.
Anche con Gesù è stessa cosa. Interessante cosa hanno fatto i nostri liturgisti per il brano di questa domenica: farcelo riprendere da dove è stato interrotto, da dove Gesù afferma ufficialmente di essere il Messia, colui che dovrà soffrire ma tenere viva la Parola che conduce alla salvezza.

Sembra che vogliano marcarne il senso della loro scelta. Infatti, affermando ciò, Gesù è profeta tra i profeti e la sua missione è la buona notizia per tutti i poveri (in senso generale) del mondo.
Ma quale insegnamento possiamo accogliere dalla Parola di Dio di questa domenica?
Lasciarsi sedurre da Dio!
Siamo troppo faciloni: ascoltiamo dicendo sempre dentro di noi: è vero, questo già lo so!
L’oggi della Parola non si realizza dando risposte vaghe, ma si realizza in ogni azione liturgica, perché il cammino del Cristiano, nell'anno liturgico, è verso Cristo.
Per camminare, abbiamo bisogno di nutrirci della Parola di vita. Abbiamo bisogno di prestare l'orecchio verso la Parola di Dio per farci sedurre, perché la Parola di Dio si realizza "all'interno dell'orecchio".
Ascoltare con superficialità la Parola, così come fanno i Nazaretani che mettono davanti il loro sapere ma non l'amore, è sinonimo di morte. 
Gesù è Colui che cammina in mezzo alla morte (versetto finale), non per pura ironia, ma per aprire le porte del Paradiso, per dare una chance.
Questo suo passare in mezzo a noi è una chiamata a riflettere su questo particolare della vita: tra l'ascolto o il non ascolto, tra la vita o la morte. 
Una chance per la conversione e il cambiamento ci sta sempre e la chiave di lettura per questi atteggiamenti vitali è l'amore, di cui san Paolo nella seconda lettura ci presenta un inno molto bello e significativo che è l'emblema del discepolo di Cristo di ogni tempo, di ogni società.
Lasciamo allora che Dio sia Dio mettendo da parte i nostri pregiudizi. 
Lasciamo che sia amore il respiro tra Dio e noi!

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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