sabato 6 luglio 2013

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!
 
 
La Parola di questa domenica ci trova in cammino, anzi è la stessa Parola in cammino... verso Gerusalemme! Per noi oggi parlare di Gerusalemme ci ispira a fare un viaggio in quei luoghi dove visse Gesù.
Però per Gesù andare a Gerusalemme non significa andare semplicemente al Tempio, significa realizzare la volontà del Padre.
Per Gesù ricordiamo, non è facile accettare la croce, ma grazie al suo svuotamento e all'affidarsi al volere di Dio Padre, deciso si incammina verso Gerusalemme. E' il cammino di ogni cristiano.
Questa domenica in particolare, questo itinerario gerosolomitano è strettamente legato all'invio dei Dodici che Gesù ha compiuto in Lc 9,1-6. In particolare, viene indicato anche un numero di inviati 70/72, che prefigurano la missione universale di tutta la Chiesa.
Ci tengo a sottolineare che la missione è di tutta la Chiesa e non solo di una porzione, se no l'evangelista Luca non aveva motivo di evidenziare l'immagine della messe abbondante.
Nell'AT, quest'immagine appartiene a Dio in quanto vi è racchiuso il suo giudizio finale su tutti i popoli.
Luca ama sottolineare per noi che gli inviati erano mandati a due a due, quasi ad indicare lo spirito di comunione, non solo tra di loro ma con chi veramente deve venire: Cristo Gesù!
La stessa Parola in questo momento ci invita ad essere trasparenza vivente di Cristo Gesù ovunque ci troviamo.
Il Papa stesso in questi giorni si vergognava (l'ha fatto sempre) di chi non è trasparenza di Cristo Gesù.
Interroghiamoci se lo siamo. Se aiutiamo gli altri ad esserlo senza giudicarlo ma amarlo come lo amerebbe Cristo.
Ora per amare come Cristo, bisogna svuotarci di noi stessi. Non è facile cosa. Quante comodità nella nostra vita! Alle volte servono solo a farci stare bene col nostro io ma che non vanno oltre il proprio naso.
La Parola ci dice di spingere lo sguardo, andare oltre. La missione non è circoscritta dietro a un microfono di altare o di un luogo che comunemente chiamiamo sacrestia.
Cristo ci spinge oltre. Oggi ci dice di avere come meta Gerusalemme, luogo di passione, di morte e di risurrezione. Lungo il cammino non possiamo altro che fare del bene. Forse non raccoglieremo i frutti, ma il mietitore è solo UNO.
Allora, come i discepoli, non ci resta che provare gioia per aver condiviso la fede e soprattutto perché i nostri nomi sono nel cuore di Dio.
Preghiamo perché il Signore ci conceda la grazia di essere discepoli che vivono di Lui e lo trasmettano con trasparenza di vita.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!
 


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