mercoledì 30 ottobre 2013

TUTTI I SANTI

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo nella grande solennità di Tutti i Santi. Non un tempo per festeggiare con macabre scene di halloween che richiamano al culto satanico, ma per ricordarci che, come cristiani, siamo chiamati a vivere la santità nella vita di tutti i giorni, sempre.
La liturgia ci richiama fin dall'inizio alla gioia. Gioia che ognuno ripone in Cristo Gesù.
Il ritornello al Salmo responsoriale mi pone una curiosità. Esso dice: "ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore". C'è da chiedersi se continuiamo a zoppicare veramente cerchiamo il volto del Signore o solo fare quello che ci piace.
Il cristiano si distingue da queste falsità e il vangelo, preso da san Matteo, chiudendo nuovamente con il "rallegrarsi", descrive in otto/nove "battute" come si distingue.
Queste otto/nove "battute" sono anticipate dalla parola "beati". Il termine non è certamente quell'espressione che usiamo noi quando vediamo qualcuno che poltrisce, che senza fatica fa diverse cose, etc. e le diciamo "beato/a te".
Dire beato è anzitutto un augurio nella gioia, nel profondo di se stessi. E' un augurio da vivere sempre, ogni giorno della vita.
Ci viene insegnato che fare festa in questa giornata significa guardare coloro che già posseggono l'eredità del gaudio eterno. I Santi sono quelle persone che hanno vissuto la loro vita nella gioia, nella piena consapevolezza di essere figli, secondo il pensiero paolino e che non fanno altro che dirci: "vivi anche tu come ho vissuto io".
Ecco perché la Chiesa questi fratelli maggiori ce li propone come modelli nella vita di tutti i giorni, in una trama di situazioni comuni, fatiche, speranze, lacrime... Infatti, se ci facciamo caso dentro al brano evangelico ci siamo tutti, ognuno con una propria situazione, compreso quelle persone la cui santità è scandita dalle lacrime: tesoro di Dio.
Il cammino della santità è una beatitudine tracciata non solo dal volto di Cristo ma anche dal volto dell'uomo.
Forse qualcuno, quest'oggi, raccoglierà la sua beatitudine da realizzare, raccoglierà quella forza che rende capaci di Dio, per un mondo che ha bisogno di esempi raccontabili, di storie del bene che contrastino le storie del male, di cuori puri e liberi che si occupino della felicità di qualcuno.
Le beatitudini così diventano una proclamazione della salvezza che Dio sta attuando nella missione del Cristo.
Per concludere, vogliamo ricordare che il mese di novembre è il mese dedicato ai nostri cari defunti. Preghiamo per i nostri defunti (non solo a novembre). Diceva S. Giovanni Crisostomo: "Bisogna soccorrere i defunti non con le lacrime, ma con le preghiere, le elemosine e la carità ". 


Buona santità a tutti voi!

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immagine, fonte: http://muniatintrantes.blogspot.it/2012/11/tutti-i-santi.html



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