sabato 4 gennaio 2014

II DOMENICA DOPO NATALE

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!



Viviamo ancora il clima natalizio e, la liturgia, ci fa riflettere sul mistero dell'incarnazione, quasi a dire che il Natale di Gesù continua ad interrogarci. 
Il messaggio ci arriva quasi a martello, per ricordarci che il Verbo di Dio "venne ad abitare in mezzo a noi".
Questo suo abitare non è altro che quell'assumere tutto ciò che è umano: il Figlio di Dio, uno col Padre da sempre e per sempre, entra nel tempo e nella scena del mondo, facendosi uomo tra gli uomini.
"Cristo Gesù - scrive Paolo nella Lettera ai Filippesi - pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo, e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana umiliò se stesso..." (Fil 2,6-9); questo è il più bel canto per capire il mistero dell'incarnazione nella storia dell'uomo.
Dio pianta la sua tenda là dove la nostra fede non arriva, dove la nostra fede è così dubbiosa e perennemente incerta, la nostra ragione così debole eppure orgogliosa, la nostra testimonianza così intermittente... come le luci che usiamo in questo periodo di festa.
Però, piantare questa tenda è sinonimo di un itinerario da percorrere con Lui, dove ognuno di noi accoglie "un nuovo sapere" su Dio e sull'uomo destinato a raggiungere ogni uomo e tutto l'uomo.
L'evangelista Giovanni 
apre con questo straordinario brano poetico, definito un inno alla Parola di Dio che si rivela e opera nel mondo, una sintesi meditativa di tutto il mistero del natale, perché il bambino di Betlemme è la rivelazione di Dio, la verità di Dio e dell'uomo, e riflettendo su questo evento siamo in grado di capire chi è colui che nato e chi siamo noi.
Nel prologo del suo Vangelo traccia per la comunità cristiana la mappa di questo itinerario di luce, Parola, vita, sapienza che attraversa il faticoso cammino dell'umanità nel darsi un senso e per mezzo della testimonianza del Battista focalizza in Gesù la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Il prologo giovanneo ci ricorda che questa luce è Gesù e che splende nelle tenebre, anche se le tenebre non l’hanno accolta. 
Questo è un richiamo alla conversione quotidiana, perché il mistero dell'incarnazione è quotidiana, non è un semplice andare a Messa perché è di precetto (non fraintendetemi), ma un convertirsi, un pensare nuovamente Dio per la mia vita e la vita di tutti i giorni e non, come ci ricorda spesso Papa Francesco, vivere come cristiani da salotto o cristiani chiaccheroni.
La comodità piace a tutti, ma non è quello che ci viene richiesto. 
La seconda lettura prova a darci una indicazione di come vivere: benedire la vita. "Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato". (Ef 1,3-6).
Spesso malediciamo la vita oppure pensiamo di essere gioiosi e magari si rivela pura illusione. La vita è un dono, ma spesso viviamo il non senso e i nostri giorni li viviamo come un peso che ci è stato imposto. E tutto si rivela un disordine, un "junk food" dove continuiamo a vivere e a nutrirci.
L'uomo, l'umanità non è spazzatura! Apriamo gli occhi al mistero e impariamo a riconoscere quei doni sia materiali che spirituali che ci hanno portato fino al 2014.
Si parla di crisi, ma quando sento tutti quei botti esplosi, gente ferita etc. mi chiedo di che tipo di crisi stiamo parlando?
Abbiamo ridotto il tutto a solo e puro consumismo e idolatria e si continua a farlo quasi come se si imbastisse una festa in ritardo. 
Penso, inoltre, che Natale è anche questo tipo di dramma: Dio viene e l’uomo non c’è. Pochi si accorgono e questi pochi sono solo quelli che vivono nella solitudine, nella sofferenza, nella povertà. Basta guardare lo scenario di un presepe allestito e chi troviamo: Maria e il suo amatissimo sposo, i pastori, i magi, Simeone e Anna la profetessa. Fine dell’elenco.
Allora se siamo ancora nel buio accendiamo questa luce che illumina la nostra quotidianità... Cristo ci accompagnerà fino ad ereditare il Regno.
Ricordate: le tenebre non vincono!

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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