sabato 15 marzo 2014

II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Domenica della Trasfigurazione "nella quale Gesù Cristo, il Figlio Unigenito, l’amato dell’Eterno Padre, davanti ai santi Apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, avendo come testimoni la legge ed i profeti, manifestò la sua gloria, per rivelare che la nostra umile condizione di servi da lui stesso assunta era stata per opera della grazia gloriosamente redenta e per proclamare fino ai confini della terra che l’immagine di Dio, secondo la quale l’uomo fu creato, sebbene corrotta in Adamo, era stata ricreata in Cristo" (dal Martirologio Romano).
Il vangelo della trasfigurazione, al centro della liturgia domenicale, è un tipico annuncio della Pasqua. Esso invita a riflettere sia sull'aspetto doloroso, sia su quello luminoso della vita di Gesù.
Infatti la nostra vita è sempre avvolta ora dal dolore, ora dalla luce. Per questo motivo, nel vangelo troviamo quella bellissima esortazione di Gesù che l’uomo non può comprendere, però per la sua "vicinanza" si fa consolazione.
E' l'atteggiamento di Gesù con tutti: "non temete". Il cristiano, anche se è sempre bisognoso di sostegno, non è l'uomo pauroso. Il cristiano è uomo di luce: un raggio di sole è racchiuso nel suo cuore. Gesù dice: "voi siete la luce del mondo". Lo dimentichiamo, perché siamo come Pietro, ostinati nelle proprie convinzioni. Siamo come Giacomo e Giovanni che con la nostra superbia siamo capaci di distruggere qualsiasi cosa che contrasta il nostro modo di pensare.
Ecco il tempo di quaresima, tempo propizio per riscoprire il nostro essere cristiani. Tempo propizio per far brillare su noi quella luce e bellezza seppellita dentro di noi.
Siamo nella Tempora di Primavera e il Vangelo si presenta questa domenica come un fiore che sta per sbocciare della sua bellezza, della sua luce.
La Parola di Gesù non fa altro che questo:  porta il disgelo nei cuori, risveglia quella parte luminosa, sorridente, generosa e gioiosa che abbiamo dentro.
Anche noi, in questa domenica, siamo chiamati a salire sul monte (che non è il Tabor). Nella Bibbia l'alto monte indica il luogo più vicino al cielo, rappresenta la dimora di Dio.
Salire sul monte di Dio, significa aprirsi a una nuova visione di Dio, aprirsi a nuovi orizzonti.
In questa domenica siamo chiamati a farci guidare da Gesù Parola eterna del Padre. Ognuno di noi troverà il suo "monte alto", cioé quel luogo ideale per l’ascolto e l’incontro con Dio (Mt 5,1; Mt 14-23a; Is 2,3; Es 24,15-16a) e far ravvivare il suo cuore.  
Incontrare Dio è incontrare la sua bellezza e rimanerne contagiati. Rimanere contagiati significa: restarne in ascolto dando tempo e cuore a Lui che continuamente desidera parlare al nostro cuore.
Andare con Gesù come fecero Pietro Giacomo e Giovanni è lasciarsi adombrare da quel mistero divino per cogliere qualcosa della Risurrezione. Andare con Gesù significa fare in modo che la nostra vita sia un continuo ascolto della Parola, un divenire trasfigurati, per essere sempre più conformi al tuo progetto di salvezza.

"Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, mostrando ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto era a loro possibile. Fa’ risplendere anche su di noi peccatori, la tua luce eterna, per le preghiere della Madre di Dio; o Datore di luce, gloria a te!" (Inno Bizantino - Apolytìkion. Tono grave.)

Buona domenica nel Signore a tutti voi!

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