sabato 1 marzo 2014

VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


La pagina del Vangelo di Matteo che la Liturgia della domenica VIII del tempo ordinario ci fa leggere e ascoltare (Mt 6,24-34), vuole essere "cerniera" al tempo di Quaresima che Mercoledì, con l'imposizione delle ceneri, inizieremo. Il tempo di Quaresima, infatti, ci permette di fare quell'itinerario verso la Pasqua rovesciando il nostro modo di pensare Dio.
L'evangelista Matteo riprende questa pedagogia di Gesù e ce la propone nella liturgia di questa domenica, dove a ciascuno di noi viene rimproverato che mettiamo all'ultimo posto la preoccupazione per il Regno di Dio.
Tanti sono i suggerimenti pedagogici che in questa domenica riceviamo. Uno di questi è il pericolo delle ricchezze. 
Attenzione! Gesù non condanna il denaro, cioè quello che ci aiuta a vivere con una certa dignità. Gesù condanna se del denaro, della ricchezza ne facciamo idolo, ne diveniamo servitori, come il popolo nel deserto che "si fabbricarono un vitello sull'Oreb, si prostrarono a un'immagine di metallo fuso; scambiarono la loro gloria con la figura di un toro che mangia fieno" (Sal 105,19-20).
Servire la ricchezza è idolatria e questa conduce alla morte. "Che giova all'uomo guadagnare il mondo se poi perde la sua anima?" (Mt 16,26). Gesù ci invita a cercare il Regno di Dio. Non a preoccuparci del Regno di Dio ma a cercarlo e ad accoglierlo nella nostra vita. Il punto di partenza è la nostra fede, una fede da nutrire attraverso l'ascolto della Parola e i Sacramenti.
Gesù, quindi, continua a mettere fiducia sull'uomo e rilancia un progetto di vita del tutto particolare, perché vuole aiutarci ad essere persone nuove: non preoccupatevi delle cose, la vita non è fatta di possedimenti e ricchezze: c'è dell'altro che vale di più! 
Questa è una sfida bella e buona. Una sfida che, in qualche maniera, forse senza accorgercene, sfioriamo tutti i giorni. Sì, la sfioriamo se abitudinariamente, ogni giorno, recitiamo il Padre nostro ripetendo quella sottolineatura: dacci oggi il nostro pane quotidiano, cioè il necessario.
Quante volte mi è capitato sentire dalle persone: "io chiedo al Signore solo il necessario...". Chiedere il necessario non è altro che abbandonarsi alla Provvidenza, cioè non essere in ansia per nessun problema, così come ci richiama il brano odierno: un invito ad "occuparsi meno delle cose e di più della vita vera, che è fatta di relazioni, consapevolezza, libertà, amore" (Ermes Ronchi). 
Una vita fatta all'insegna di Dio!

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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