sabato 31 maggio 2014

ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

La liturgia della Parola di questi giorni c'ha accompagnato, passo dopo passo, fino ad oggi, fino ad "alzare gli occhi verso l'Alto". E' l'Ascensione del Signore! 
Dopo 40 giorni viviamo questo mistero particolare della vita della Chiesa. Ma in questo giorno, non siamo chiamati a puntare gli occhi verso l'alto (cfr. Prima lettura), come se dovessimo scoprire o penetrare il mistero inaccessibile di Dio. Siamo chiamati a far continuare la storia, a condividere con tutti i popoli la speranza nel Signore Risorto. L'ascensione di Gesù non segna un distacco, ma lo rafforza con la venuta del secondo Paraclito e dalla gioia con cui ogni credente deve vivere e testimoniare (cfr. Salmo responsoriale).
Questi aspetti sono descritti in pochi versetti e in maniera dettagliata dall'evangelista Matteo.
Tutta la Liturgia è intrisa di speranza. Paolo scrivendo agli Efesini (Seconda lettura) mette l'accento su un augurio destinato ad ogni credente, di ogni epoca, di ogni storia: "il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati", augurio ripreso dalla stessa preghiera di Colletta della celebrazione eucaristica.
Cosa rimane allora di tutto questo? La condivisione. Una condivisione che alla base è vocazione al discepolato. Questa vocazione è esigente ed universale ma sarà lo Spirito Santo ad agire, come sempre, nella vita di ciascuno, nella vita della Chiesa.
Celebrare l'ascensione non è "la festa della sceusa", come puntualmente succede in diverse località siciliane (anche se qualcuna è colorata di benedizione), ma è proprio questa chiamata alla speranza per essere discepolo di Cristo e comunicare il volto di Dio. 
L'Ascensione delinea il senso e la missione della Chiesa: continuare l'opera di Gesù. Nel vangelo troviamo un mandato: andate e battezzate e sarà sempre così, perché così Gesù ha voluto.
Sì, è vero, assistiamo ai vari errori umani e chissà quanti ancora. Però, un dato è certo: la Chiesa, cioè la comunità dei battezzati, è formata da persone fragili, con i propri limiti, però si regge e cresce perché Gesù l'ha voluta e la sostiene... È per questo che si è fatto uomo nel seno della Vergine Madre: per essere l’Emmanuele, il Dio con noi (cfr. Mt 1,23), fino alla fine del mondo. 
Quindi non abbiamo bisogno di alzare gli occhi verso l'alto ma il cuore. Un cuore capace di donarsi, un cuore capace di amare, con la certezza di non essere soli!

Buona festa dell'Ascensione del Signore a tutti voi!


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