sabato 3 maggio 2014

III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Quando Gesù fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora lo riconobbero…Un caro saluto in Cristo a tutti voi!


Siamo giunti alla Terza Domenica di Pasqua, stiamo ancora vivendo i giorni della Pasqua circondati da eventi straordinari, come la canonizzazione di due Papi. 
Il Vangelo di questa domenica, però, non ci parla di canonizzazione di qualcuno, ma ruota ad un evento straordinario ed appare come se non fosse successo nulla. In questi giorni, mi è capitato vedere alcune foto post-canonizzazione: gente "in fuga" e sporcizia lungo la via.
Ora tutti noi siamo lungo la via, è la via della nostra Emmaus dietro abbiamo lasciato ciò che era di un evento straordinario, guidato da un Uomo straordinario: Gesù. Purtroppo, tutto si è spento al termine della sua vita e l'unica traccia è quello "sporco" lungo la via che fa discutere.
C'è da chiedersi se dopo l'evento Pasqua siamo fermi ai piedi della croce, davanti al Crocifisso, oppure anche noi siamo risorti? I discepoli di Emmaus sono fermi al dolore e allo sconforto.
Trovare risposta non è semplice se non ci lasciamo guidare dalla Parola di Dio. Gesù stesso, il grande ermeneuta della Parola di Dio, si fa viandante in questo buio della nostra vita perché non vuole lasciarci soli, vuole che la nostra vita sia trasformata dalla luce Pasquale. E non solo. Vuole che ci nutriamo della Parola per poter rivivere quella luce Pasquale, non solo nella nostra vita ma anche nella vita degli altri.
Ma la parola di Dio non è così sufficiente. Bisogna spezzare il pane perché possano cadere le cataratte. Bisogna vivere l'Eucarestia per ritrovare la vista perduta.
Emmaus è l'icona dello stile ecclesiale, uno stile che si manifesta "sul suo modo di camminare, di farsi viandante con le persone, di porre domande liberanti, di ascoltare, di fare lectio divina". La Chiesa è una comunità sempre in cammino con tutte le sue problematiche e, come abbiamo già visto, i tratti per viverli sono quelli dell'iniziazione cristiana, sono tratti che sfociano nell'Eucarestia, nello spezzare il pane.
C'è bisogno che tutti i cristiani spezzino quel Pane, di cui si nutrono nella celebrazione eucaristica, nella vita di tutti i giorni, con umiltà, delicatezza, in ogni situazione.
Il Cristo Risorto non è facile riconoscerlo, se non ci nutriamo della Parola di Dio allora lo riconosceremo non in quei atteggiamenti nei confronti di Dio ma nei confronti dell'uomo (cfr. Mt 25,31-46). Infatti abbiamo già ascoltato altrove da Gesù stesso: “in verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli”, cioè a quelle persone invisibili della società, gli emarginati, gli esclusi, i bisognosi, “l’avete fatto a me”. 
I nostri occhi saranno sempre chiusi come quelli del cieco e il nostro cuore sarà sciocco e lento se non ci lasciamo guidare dalla Parola di Dio.
Fare del bene non giustifica una certa forma di spiritualità che contempla “vedere nell’altro Gesù”, ma di guardarlo come Gesù. Quindi non amare gli altri per Gesù, ma amarli con Gesù e come Gesù. La luce della Pasqua deve arrivare dappertutto e con la gioia del Risorto nel cuore.
Preghiamo così: Signore, come i discepoli di Emmaus anche noi, a volte, ci sentiamo scoraggiati. Il nostro sguardo triste non riesce a riconoscerti, eppure sei il Viandante che cammina con noi e ci ascolta. Aiutaci a rileggere gli eventi alla luce della Parola per compiere un cammino interiore che ci faccia ardere il cuore e dire: «Resta con noi». Nella gioia dell'incontro con Te, condivideremo il tuo “Corpo spezzato” con i fratelli. (Lucia Giallorenzo).

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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immagine, fonte: http://www.la-domenica.it/iii-domenica-di-pasqua/


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