sabato 1 febbraio 2014

PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Celebriamo questa domenica, IV del Tempo Ordinario, la festa della Presentazione di Gesù al Tempio. "Sono passati quaranta giorni dalla solennità del Natale" e siamo invitati ad andare "incontro al Cristo nella casa di Dio, dove lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell'attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria". 
La Liturgia di questa domenica è chiamata anche candelora, antica festa risalente al V secolo, in riferimento alle candele che si benedicono, simbolo di Cristo Gesù, luce delle genti.
Il Vangelo odierno, ci fa contemplare il Signore Gesù che Maria e Giuseppe presentano al tempio “per offrirlo al Signore” (Lc 2,22). In questo gesto possiamo cogliere l'atto di offerta della Vergine Maria, in particolare si rivela il mistero del Figlio della Vergine, il consacrato del Padre, venuto nel mondo per compiere fedelmente la sua volontà (cfr. Eb 10,5-7).
Un personaggio particolare, lo Spirito Santo, ci guiderà nelle pagine della Parola festiva e sopratutto ci condurrà al tempio dove incontreremo Gesù "e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell'attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria". 
Al tempio non ci sta solo Maria e Giuseppe. Troveremo Simeone e Anna.
Il vecchio Simeone (insieme ad Anna) ci è di esempio nel cammino fedele a Dio. Una fedeltà che costa una lunga pazienza per poter esplodere in gioia immensa, come lui.
Questa gioia è contenuta in quelle parole: "i miei occhi hanno visto la tua salvezza". Ciò ci fa intendere che incontrare Dio è fatica, non è un semplice "andare a Messa" (intendiamoci), ma un apertura degli occhi del cuore.
E' un cammino interiore, profondo perché si possa fare l'incontro autentico. Grazie alla consacrazione battesimale noi possiamo realizzare quest'incontro nella Parola, nell'Eucarestia, nel prossimo.
Questa icona evangelica, "contiene il simbolo fondamentale della luce; la luce che, partendo da Cristo, si irradia su Maria e Giuseppe, su Simeone ed Anna e, attraverso di loro, su tutti" (Benedetto XVI).
Essa ci richiama ad essere luce per gli altri e non a nasconderci. Quella candela accesa e benedetta ne sarà il segno. Chi la prende, deve essere cosciente di questo simbolo e non riporla nel cassetto!
Il Bambino sarà segno di salvezza e di misericordia per chi, come lui, entrerà nel progetto del Padre.
Nella luce di Dio, anche noi offriamo ogni giorno la vita per irradiare quella luce che solo Gesù sa donare.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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