domenica 29 gennaio 2017

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Siamo arrivati a questo giorno dell'anno liturgico, IV domenica del Tempo Ordinario. Abbiamo celebrato e chiuso da poche settimane il Natale del Signore, giorno in cui abbiamo celebrato la grande Epifania di Dio, fattosi carne e battezzato in mezzo a noi. 
Questa manifestazione di Dio continua nella vita di ogni giorno. Nel frattempo Dio passa dalla nostra realtà e chiama a seguirlo. Abbiamo visto come ha chiamato i primi discepoli. 
Oggi, però, in un grande discorso (il primo di cinque), Gesù dice come deve essere il discepolo, cioè il battezzato di ogni tempo e luogo, colui o colei che vuole chiamarsi cristiano, cristiana: comincia a dare una identità.
In realtà l'identità descritta nel vangelo odierno, conosciuto meglio come "le beatitudini", descrive Gesù stesso. Matteo ne pronuncia otto. Ne troviamo una nona che è la continuazione dell'ottava, ma è quella che ci riguarda sempre più, ogni giorno. Possiamo anche definirla come un campanello di allarme ogni qual volta non viviamo di Cristo, non viviamo le beatitudini.
Le beatitudini in pratica rispondono a quella antica ed eterna domanda dell'uomo: perché son nato? Per la felicità. Sì, perché Dio ti ama così come sei, malgrado i tuoi limiti, le tue preoccupazioni.
La pagina odierna ci invita ad avere più fiducia in Dio. A non lasciarlo rinchiuso chissà in quale "gattabuia", ma far sì che passi dalla nostra esistenza, dall'esistenza di tutti. 
Preghiamo allora il Padre, perché ci guidi e ci sostenga, affinché possiamo tradurre le beatitudini in atteggiamenti di vita. 

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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