SOLO PECCATORI DAVANTI AL SIGNORE
Siamo arrivati alla V domenica di quaresima dove troviamo Gesù nel Tempio che insegna. Nel frattempo, scribi e farisei gli presentano una donna senza nome, etichettata come adultera, identificandola solamente con i suoi errori, con i suoi sbagli.
Anche ai nostri giorni succede la stessa cosa assumiamo lo stesso comportamento degli scribi e dei farisei. Quante volte nei nostri ambienti siamo identificati da un giudizio addossato o etichettiamo gli altri?
Il vero accusato però non è l’adultera ma Gesù. Anche lui viene guardato male per i suoi sbagli, per i suoi errori e adesso cercano di trarlo in inganno.
Quindi, questa domenica la nostra attenzione è rivolta verso la miseria dell’uomo e Colui che è l’Amore. Questo è un incontro dell’alleanza d’amore che nel tempo, ancora una volta, è spezzata per l’infedeltà dell’uomo ma continuamente ricucita dalla fedeltà di Dio, una fedeltà che purtroppo, come ci dice il profeta Isaia nella prima lettura, non ci accorgiamo della novità di Dio (cf. Is 43,19).
Gesù è la novità di Dio, quel germoglio, quella speranza annunciata per bocca dei profeti, che si scontra con l’opposizione, con coloro che calunniano, condannano e che dalle loro polemiche passano a una sentenza di morte.
Anche ai nostri giorni accade la stessa cosa, in particolare sui social, con la calunnia, la diffamazione, l’odio, la violenza verbale, le fake news, nascondendoci magari sotto un falso profilo.
In questo talk show di morte vi è il silenzio di Dio, il silenzio di Gesù. Sì, perché nei tempi di aridità può esserci solo il silenzio di Dio dove scribi e farisei saranno solo capaci di pretese, arroganza di conoscenza biblica ma non misericordiosi come il Padre.
In questo grande meccanismo di morte, Gesù fa un’azione misteriosa: scrive per terra. Quante interpretazioni su questa reazione di Gesù. La Sacra Scrittura dice «quanti si allontanano da te saranno scritti nella polvere» (Ger 17,13). Proviamo invece a pensare Gesù che, mentre ascolta tutti gli sbagli elencati su questa donna, per terra scrive il nome della donna. Questo ci fa capire che è vero che tutti possiamo sbagliare ma nessuno di noi è uno sbaglio, nessuno è un errore, il nostro nome non è il nome dei nostri sbagli e Gesù ci chiama per nome. Purtroppo, chi vive nel peccato non sa chiamare per nome, per questo Gesù chiude la bocca ai detrattori e li spinge a farsi da parte: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei», espressione che ritroviamo in Dt 17,7 con una aggiunta particolare di Gesù: l'esecuzione spetta a chi è senza peccato. E chi potrebbe esserlo, se per Sacra Scrittura persino il giusto pecca sette volte al giorno (cf. Pr 24,26)?
Dentro questa mentalità tanto antica e tanto nuova, il silenzio di Gesù è molto eloquente perché vuole recuperare il cuore della Legge, vuole recuperare la vita interiore, vuole recuperare il cammino con Dio. Inoltre, questa pagina evangelica ci insegna ad entrare in questo silenzio di Dio per rivederci in quella donna tutti adulteri, tutti idolatri. E lo siamo! Tutti ci proclamiamo cristiani, ma la nostra fragile creaturalità ci fa cadere sempre nella palude dei nostri peccati e cerchiamo un capro espiatorio per coprire i nostri peccati.
Noi tutti siamo avvolti da una coltre di peccato, dove la misericordia fa fatica ad entrare nel nostro cuore. Subito pronti con la pietra in mano per poterla scagliare. Ogni cosa che facciamo cerchiamo sempre uno scopo personale, un interesse personale.
Siamo davanti all’amore scandaloso di Dio, un amore che dà fastidio, non fa parte del nostro modo di pensare, perché attuare la misericordia non entra nella logica umana. Forse le parole di Gesù le percepiamo, purtroppo non rientra in noi la sua logica dell’amore: essa è tutto all'opposto al nostro modo di pensare e quindi fatichiamo e ci sentiamo oppressi. Due allora sono i pensieri che si mettono a confronto: quello di Dio e quello nostro. Attuare la misericordia o rinchiudersi nel “si è fatto sempre così”. Niente di più falso!
C'è bisogno di accogliere la novità di Dio, la sua azione. C'è bisogno di una purificazione del cuore che ci permette di stare ad ascoltare Gesù in un continuo abbandono, di accogliere la novità del Vangelo anziché arrampicarci alla giustizia, alla Legge per trovare dei cavilli per accusare Gesù, per accusare il fratello e la sorella.
Il cuore della Legge, dice Gesù, è il perdono e non il pregiudizio; è l'amore e non la Legge. Dio-amore salva la Legge no.
Gesù mette di fronte a sé stessi e notiamo che la pietra cade e ci si allontana. Questo allontanarsi è sinonimo di prendere le distanze da Gesù ma che ti lascia quel margine di riflessione interiore per una purificazione e un cammino di guarigione.
La pietra che lasciano cadere gli scribi e i farisei è segno che ci si riconosce peccatori. Anche per noi sarà la stessa cosa ogni qualvolta che cadrà dalla nostra mano la pietra del pregiudizio, della calunnia, della condanna andando incontro all’altro donandogli amore, perdono, misericordia. E sarà festa, sarà la Pasqua del Signore: un amore che non ha limiti perché rinnova dentro e ci rende creature nuove capaci di viscere di misericordia.
Buona domenica nel Signore a tutti voi!
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