venerdì 8 novembre 2019

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

TUTTI VIVIAMO PER LUI

Siamo arrivati alle ultime domeniche di questo anno liturgico e la liturgia, per tradizione, ci invita a riflettere sulle realtà ultime della vita e della vita cristiana. Questa domenica coincide con la chiusura dell'ottavario dei defunti, un'occasione per sostare a riflettere sul tema della morte, della vita eterna.
Forse siamo troppo presi dalla quotidianità della vita per non badarci. Viviamo una vita frenetica e piena di preoccupazioni, per cui dimentichiamo una verità di fede che ogni domenica professiamo: "Credo la risurrezione della carne, la vita eterna".
Nel vangelo odierno troviamo una grande discussione in merito avanzata dai sadducei, forse per mettere in ridicolo Gesù. Questi erano un movimento religioso di intellettuali che avevano risolto il problema negando la realtà della risurrezione dai morti. Del resto, su questo tema, l'Antico Testamento aveva raggiunto solo molto tardi una certezza (apparirà chiara nel libro dei Maccabei, come leggiamo nella prima lettura).
Questa certezza è stata la domanda di sempre dell'uomo, una profonda domanda che attraversa la vicenda umana. Gesù risponde citando l'Esodo e dicendo che Dio è il Dio di... Questa espressione ci riporta a un legame indissolubile con Dio, che va oltre la morte.
La vita eterna non è una ripresa della vita presente, come sostenevano i farisei. Non è una questione di legge, ma di vita nello Spirito, di comunione con Dio. Muore la vita nel corpo, muore ciò che è umano, ma rimane la vita nello spirito. Rimane l'amore. Infatti, tutto passa solo l'amore rimane.
La vita terrena, infatti, è una continua attesa di amore all'infinito. “Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza” (Tonino Bello), non sappiamo amare. 
Dio ci ama e il suo amore sarebbe pura illusione se ci venisse a mancare proprio in quel momento cruciale della nostra vita terrena. Egli non sarebbe più il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe ma solo il dio dei morti. Dio è vita e chi crede in lui vive con Lui e per Lui. Questo è un tesoro che portiamo, o come dice san Paolo un seme di gloria, incorruttibile, seminato in noi perché possediamo le primizie dello spirito (Rm 8,23; cfr. 1Cor 15).
Quindi, la risposta di Gesù è fondamentale ancora oggi: Dio è un Dio vivo per uomini vivi. La nostra fede ci dice che Cristo è risorto. È Lui la sicurezza della nostra vita oggi. Non è un discorso sterile, piuttosto è il vivere da figli di Dio che ci fa sperimentare che il nostro Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti viviamo per lui.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!



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