giovedì 22 giugno 2023

XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

CON GESÙ SPICCHIAMO IL VOLO



In questi giorni stiamo ascoltando gli insegnamenti di Gesù e la liturgia della Parola di questa domenica, oltre a consolarci, ci dice che gli insegnamenti di Gesù sono esigenti. Paura e testimonianza ci accompagnano in questo giorno.
Gesù inizia il suo discorso dicendo di non aver paura, di non temere. Perché mai abbiamo bisogno di questo incoraggiamento da parte di Gesù? Perché mai dovremmo aver paura?
Domande lecite, perché molto spesso, la paura avvelena le nostre vite impedendoci di vivere fino in fondo la nostra vita cristiana.
Ci sono tante situazioni della vita in cui ci vuole coraggio. Per essere cristiani e discepoli di Gesù ci vuole coraggio, ci vuole coraggio per testimoniare Cristo Gesù, ci vuole coraggio a scendere in piazza per dire apertamente sono amico di Gesù!
Riconosciamolo: abbiamo paura della critica dell’altro. Il giovane che lascia il servizio all’altare perché si vergogna e si sente criticato dall’amico; l’adulto che si sente osservato e criticato. C’è una paura del pettegolezzo.
Gesù oggi ci dice di non aver paura del giudizio degli altri, di non aver paura di coloro che ti vogliono ingabbiare dentro il loro pensiero. Questa è una paura che impedisce di vivere di quella libertà donataci da Cristo Gesù.
Penso che qui di coraggio ce ne vuole, anche perché Gesù parla anche di un altro tipo di paura: “di quelli che uccidono il corpo”. Quest’espressione apre un grande discorso perché non parla semplicemente delle persecuzioni, ma anche di quegli atti di morte che i social registrano e che tanti accompagnano con una risata; parla anche di tutte quelle volte che ci dimentichiamo che il nostro corpo è Tempio di Dio di cui dobbiamo prenderci cura per rendere gloria a Lui (cfr. 1Cor 3,17; 6,20).
Una terza paura mette sul piatto Gesù: il valore della vita, della nostra vita, della nostra esistenza, per tutte quelle volte che pensiamo di essere dei falliti. Ricordiamoci che il Vangelo è stato e sarà sempre scomodo, non solo per il mondo di fuori ma anche per il mondo dentro di noi. E questo non perché il mondo è violento, rivoluzionario, che sovverte ordini sociali, offende qualcuno, No! niente di tutto questo.
Il problema è che la verità del Vangelo dà fastidio, è scomoda, mette in luce le opere malvagie, fa venire fuori tutti i ladrocini, gli omicidi. Disturba quella che la società chiama libertà, ma che non lo è affatto, in quanto non ha rispetto della vita, non ha rispetto di chi ti passa accanto, perché affascinata da uno pseudo potere, da una mentalità corrente sempre più in degrado.
Forse sarebbe il caso di chiedersi se ci sentiamo amati. Forse è il caso di domandarsi perché sono cristiano. Il cristiano è colui che nonostante le paure terrene, vive di Dio. In ogni circostanza, tra gli alti e i bassi, mette Dio al centro della sua esistenza. La paura rimarrà, il timore di perdere la vita anche, ma deve crescere la fiducia in Colui che ci dice: “io sarò con te, sempre”! (cfr. Is 43,2).
Per farcelo capire, Gesù ci fa gettare lo sguardo sulla natura, sui passeri, per dirci che ci conosce profondamente, compreso le nostre paure e debolezze e ci sospinge alla testimonianza di fede nel riconoscerlo in pubblica piazza, consapevoli che l’amore donatoci da Lui non si allea con il potere perché è libero, non si adegua alla mentalità corrente ma va contro corrente perché è dalla parte dei più deboli, dei bisognosi del suo amore. Ecco perché comportarsi come si comportò Gesù dà fastidio.
Questa è la domenica del coraggio! Questa domenica, il Signore nonostante tutto, vuole scommettere ancora una volta su ciascuno di noi, perché ci ama da sempre e di un amore eterno.
In questo amore, ogni battezzato che si fa discepolo di Cristo, è chiamato a rendergli testimonianza sempre. Si inabisserà tra mille difficoltà giornaliere, persecuzioni, derisioni, così come è stato per ogni profeta di Dio, ma colmo di una grande forza che apre lo sguardo al futuro di Dio.
Questa forza evangelizzatrice scaturisce dalla Croce. Infatti, in quella Croce, il cristiano troverà ancora una volta quelle persecuzioni che oggi starà vivendo magari in prima persona.
Come Cristo rimasto sempre ancorato alla sua Croce, anche il discepolo è colui che rimarrà sempre ancorato a Cristo, senza temere la persecuzione, il dolore, la sofferenza, perché sa che Lui è solidale compagno di viaggio per quelle vie impervie e difficili e non solo: in quella Croce troverà l'amore del Padre manifestato in Cristo morto e risorto. Solo in quell'amore misericordioso potrà trovare rifugio, conforto (Sal 56,3-4) e forza per continuare a testimoniare il grande amore per Dio nonostante tutto.
Allora coraggio: “noi valiamo più di molti passeri” e siamo preziosi al suo cuore. Guardiamo la nostra vita da un altro punto di vista. Spicchiamo il volo in piena libertà per testimoniare il Vangelo con coraggio nel mare della vita, anche a prezzo della vita.
La vittoria sulla paura dipende molto da noi, dalla nostra volontà e dalla disponibilità che abbiamo dentro per aprirci alla grazia, alla totale fiducia in Dio.

Buona domenica nel Signore a tutti voi!