giovedì 5 marzo 2009

VIVERE LIBERI E VIVIFICANTI DEL SUO SPIRITO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


La parola del Vangelo di oggi (vedi Mt 5,20-26), traccia per noi il cammino verso la santità suggerendoci il tema della conversione, del cambiamento. La santità che ci viene proposta come meta non si identifica con una conoscenza arida e sterile della Parola di Dio, e neppure con una rigida, fredda e puntuale osservanza di tutte le norme prescritte dalla Legge. Il "di più", che qui viene indicato, attinge alle profondità dell'essere, a quel "cuore", di cui ci parla Gesù, da cui nascono i pensieri e i desideri. È di qui che bisogna partire, risanando e raddrizzando, perché, se la radice è ammalata, i frutti saranno necessariamente bacati. Potranno anche avere una bella apparenza, cioè dare e darci l'illusione di 'essere a posto', ma prima o poi riveleranno la loro inconsistenza.
Il cammino quaresimale che stiamo facendo ci porta a scavare attorno a noi perché Dio è Colui che conosce a fondo la nostra realtà. E' colui che dice che è possibile cambiare ed è Lui stesso che ci spinge a cambiare. Certo, il cambiamento, cioè la conversione costa… Ma Dio diminuisce le difficoltà, le polverizza... come fece con il profeta Elia.
Il cammino quaresimale ci invita allora a scavare per individuare e rimuovere quanto di negativo si annida dentro di noi e, al tempo stesso, favorire la crescita e la maturazione di quegli impulsi positivi, di quei germi di bene che ci sollecitano ad aprirci al dono autentico.
Martin Luther King, apostolo della non-violenza, raccontava: "Una notte, un membro del Sinedrio venne da Gesù perché voleva conoscere che cosa dovesse fare per salvarsi. Gesù non disse: "Guarda, Nicodemo, non devi più mentire", oppure: "Devi smettere di frodare". Invece di lasciarsi andare a proibizioni singole, Gesù lo guardò e disse: "Nicodemo, devi rinascere a nuova vita"".
Il Vangelo sottolinea, come del resto la quaresima, l'importanza della preghiera e in particolare della preghiera che si svolge davanti all'altare del Signore. Una preghiera paragonata al profumo di incenso che sale verso Dio, che arde d'amore, di lode e riconoscenza. E' un turibolo particolare quello della preghiera, in quanto il fuoco è alimentato dalla nostra vita che realizza, nella quotidianità, la vera esperienza di amore. La preghiera è allora quella dinamica che coinvolge tutto il nostro essere perché possiamo presentarci a Dio con sincerità e purezza di cuore e realizzare il mandato che Gesù ci ha offerto dal monte delle Beatitudini.
Oggi, nella mia preghiera mi fermo a pensare dentro di me, a scandagliare le profondità del mio cuore per liberarlo da quanto mi impedisce di portare frutti di santità.
Preghiamo insieme così: Toglimi, Signore, l'illusione di una santità edificata unicamente sull'osservanza, e splancami all'azione liberante e vivificante del tuo Spirito.

3 commenti:

solopoesie ha detto...

FRA' Vincenzo!!!!
L'aspettavo!!!Eccome l'aspettavo!!!
ho messo da parte lo spumante per brindare con lei per il mio compleanno che ho festeggiato " VIRTUALMENTE" nel blog !!!!
Sapevo che sarebbe venuto .......
Ora aggiungo il suo blog dove ci sono tutti gli invitati....

GRAZIE ......BUONA NOTTE..LINA

zahxara ha detto...

Buon giorno Fra Vincenzo,
che delizioso regalo mi ha portato il nuovo sole! La scoperta di questo suo blog; la carezza della parola di Nostro Signore all'avvio di una nuova giornata è quanto di più bello ci si possa aspettare. Una nota di pace.
Grazie Fra Vincenzo.
A presto........

fra Vincenzo ha detto...

Ringraziamo insieme il Signore per quanto ci dona.
A presto............