giovedì 17 febbraio 2022

VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

MISERICORDIOSI COME IL PADRE


Dopo la domenica delle beatitudini, è la domenica del perdono, della misericordia, dell'amore, di un amore senza confini che trova fondamento nella felicità declamata da Gesù a tutti.
Il Vangelo di questa domenica si presenta impegnativo. Del resto vivere il Vangelo non è semplice per nessuno. E questi tempi dove ci troviamo in guerra con noi stessi, con chi ci passa accanto, con le altre nazioni, lungi da noi la parola pace, amore, perdono, misericordia. Purtroppo, quando non c’è amore nel nostro cuore tutto appare come una lotta contro se stessi.
L’Evangelista indica subito la chiave per poter iniziare bene: «a voi che ascoltate». Questo indirizzo non è un optional ma un comando di Gesù, in particolare per quanti lo seguono, per quanti si professano cristiani.
Per poter vivere il Vangelo occorre ascoltare, occorre metterci in ascolto di Dio, perché Dio parla a chi si mette in ascolto di Lui, a quanti vogliono sempre più entrare nella logica dell’amore, a quanti vogliono riscoprire la concretezza dell’amore.
L’amore si impara ascoltando, quell’attitudine interiore profonda che va costantemente ricercata e alimentata. Il Signore Gesù parte proprio dall’ascolto per permettere allo Spirito Santo di scavare nelle profondità dei nostri cuori, per abilitarci a pensare e agire amando, e perdonando come Gesù.
Noi corriamo sempre il rischio di anestetizzare il Vangelo per continuare a vivere come si è sempre fatto, a reagire ad ogni cosa e situazione secondo il nostro io. Occorre che si inizi a prenderlo sul serio il Vangelo.
Gesù ci invita a stare lontano da tutto ciò che è contrario all’amore, alla misericordia proponendo un amore senza interesse. Ci invita a vivere come il Padre. Occorre però lasciarsi amare dal Padre per essere capaci di amare.
Certo il Signore sa benissimo che amare i nemici, perdonare, essere misericordiosi va al di là delle nostre possibilità. Per questo Gesù anzitutto ci dice di non rinunciare alla nostra dignità, alla nostra identità, perché nessuno può calpestare la dignità e l'identità della persona ed è per questo che Lui cammina per le nostre strade, si fa compagno di viaggio, è uno di noi.
Gesù ci dice che se impari ad imitare Dio comincerai a vivere una logica diversa: la misericordia. Allora tutto diventa possibile! Saremo capaci di amare anche chi non ci ama, anche chi ci pesa, chi ci valuta, chi ci giudica, chi ci fa del male.
Non possiamo andare avanti tra i «se» e i «ma» ridurremo il cristianesimo in una carnevalata. E non esiste un se o un ma per giustificare un’azione. Siamo invitati a vivere nell’amore che ama fino alla morte. Per questo il Vangelo ci ricorda di «una misura pigiata, scossa e traboccante che sarà versata nel grembo» (Lc 6,38). In altre parole parla di quell’amore traboccante del Padre per ciascuno di noi, parla di quella misericordia donataci che è già dentro il nostro cuore e che non può restare dentro di noi. Il Signore insieme al dono della misericordia, rende capaci di allargare il cuore a tutti con maggiore generosità.
E se ci sentiamo ancora feriti, che il proprio orgoglio è più forte di noi stessi, dobbiamo far sì che le ferite si trasformino in feritoie mettendole sotto la luce di Dio e diventeranno porte di accesso per una viva rinascita, dove vedremo traboccare l'amore dal nostro cuore, diventare contagioso e generare frutti degni dello Spirito. Diversamente, se si coltivano quei sentimenti di odio, vendetta e quanto si oppone all’amore sminuisce l’uomo, deturpa quell’immagine e somiglianza di Dio.
È importante, allora, vivere nell’amore scoprendosi figli dell’Altissimo, figli amati. È una trasformazione nell'Amato, direbbe san Giovanni della Croce. Ritroveremo così la nostra dignità e identità!
Occorre sempre coltivare e praticare la misericordia con tutti. Non c’è nulla di più grande e più fecondo dell’amore. Esso ridona quella dignità a tutta la persona umana.
È in questo modo che l’amore di Dio trionfa sull’odio, sul rancore e se non ce la facessimo, alziamo lo sguardo verso il Crocifisso, verso l’icona dell’amore di Dio. Lì c’è la nostra forza che ci induce ad andare verso l’altro con cuore palpitante d’amore.
Perdonare, essere misericordiosi non è un ideale irraggiungibile, non è una questione di essere dei super eroi ma partire da se stessi, partire dai piccoli gesti che ci porta oltre il nostro orizzonte. Questa è la grande rivoluzione dell’amore che Cristo ha portato in mezzo a noi. Ed egli stesso ci rassicura che l’amore che nutriremo verso gli altri, verso coloro che ci fanno del male, non sarà vano: “perdonate”, cioè sciogliete da quel legame. Nella nostra vita c’è sempre qualcuno da perdonare e anche qualcuno a cui chiedere perdono. San Paolo ci ricorda che io, tu, tutti, necessitiamo del perdono, perché siamo stati perdonati da Dio in Cristo (Ef 4,32) e che continua ancora oggi a perdonarci.
Questo è il cuore del Vangelo. Possiamo viverlo spezzando ogni catena di male, amando per primi e accettando di amare nonostante tutto.

Buona domenica nel Signore a tutti voi!




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