martedì 11 luglio 2023

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

ACCOGLIERE LA PAROLA DI DIO PER VIVERLA OGNI GIORNO


Siamo nel bel clima del caldo estivo, clima che ci trascina fuori dall'ordinario e dimenticare di vivere la nostra fede. Forse qualche festa popolare, ci raccoglie attorno all'altare del Signore, ma solo per quel "prezioso" momento della parrocchia, della città, poi quasi per paura di se stessi, tutti fuggiamo via.
Oggi se ci facciamo caso, Gesù è in spiaggia, possiamo dire sta condividendo con noi il caldo estivo e ne approfitta per fare un test sulla nostra fede.
La Parola di questa domenica accostandosi a ciascuno di noi, ci svela il tipo di fede che stiamo vivendo, come facilmente cadiamo nell’oblio e nel frattempo, il seminatore continua a seminare nonostante la nostra infedeltà, la nostra paura, il nostro modo di vivere e per arrivare al nostro cuore, Gesù, Parola eterna, fa uso delle parabole, perché nella lentezza della nostra vita, il nostro essere possa cercare i veri valori della vita, perché ognuno si possa trasformare per accogliere la novità del Regno di Dio.
Che cos’è la parabola? La parabola è il segno più semplice e immediato perché legato all'ordinarietà della vita. La parabola è usata con lo scopo di scuotere e provocare; chi ascolta il racconto non può rimanere comunque impassibile e indifferente come se il contenuto della parabola non lo riguardasse.
Questa domenica la nostra parabola è tratta dai campi, dal lavoro del contadino e Gesù vuole cogliere, per ciascuno di noi, qualcosa di Dio. Infatti, non parla di un seminatore qualunque, ma del Seminatore per eccellenza: parla di Dio. È un seminatore particolare il nostro Dio: lancia grosse manciate generose, allargando il suo braccio, sulla strada, sui rovi e sui sassi. È  il seme della Parola che arriva ovunque, perché Dio, imprudente e fiducioso, conta su tutti. Il suo sogno è così grande che spera sempre, perché l'orizzonte della vita è vasto. Pagine d'amore arrivano a chiunque, perché il grande Seminatore ha un seme particolare per ciascuno che si chiama amore.
In questo contesto d'amore, inizia un discorso particolare, perché i vari terreni o luoghi dove il seme cade, non permette al seme di crescere, germogliare e dare i suoi frutti. Il seme d’amore entra in contrasto con il "neverending story" di ogni giorno, entra con la sua speranza che rischia di essere perduta, soffocata: gli uccelli mangiano il seme; il terreno pietroso gli impedisce di mettere le radici; le piante spinose lo soffocano. Questi terreni rappresentano i nostri cuori, cuori pieni di vizi ma anche pieni di buoni propositi ma nulla di concreto e tutto segue il suo corso disperante.
Tuttavia, in questa storia, Dio annuncia il suo “mah”. Allora c’è da chiedersi a quale terreno apparteniamo? Siamo quel terreno soffocante, falso, duro? Oppure, quando la domenica esci dalla chiesa, cosa ti rimane delle letture ascoltate? Quale provocazione ricevuta ti aiuta a crescere nella fede?
Ci sta ancora un quarto terreno quello buono, quello che ci fortifica alimentandosi con la Parola di Dio lasciandosi plasmare da Essa vivendola nella vita di tutti i giorni.
Oggi il test verte proprio su questo capire che siamo terreno buono che accogliamo la Parola di Dio oppure siamo terreni su cui ancora bisogna lavorare.
Ognuno nella nostra vita dovrà togliere qualcosa che soffoca la gioia di vivere. Proviamo, allora, a desiderare nel nostro cuore di essere terra buona per accogliere il piccolo seme d'amore, per far germogliare l'amore di Dio, non solo dentro il proprio cuore ma anche nel cuore di tutti. Gesù non cesserà mai di seminare la Parola di vita nel nostro cuore. Leggiamola la Parola di Dio perché ignorare la Scrittura è ignorare Cristo (san Girolamo).
Allora, rinvigoriamo la nostra vita: è il grande sogno speranzoso di Dio. È il "mah" di qualcuno davanti ad una catastrofe contro il "mah" di Dio.
Dal vangelo odierno abbiamo l'immagine di un Dio che vuole essere il fecondatore infaticabile delle nostre vite, mano che dona, forza che sostiene, voce che risveglia. Lui è la certezza che domani io sarò più vivo. Dio è come la primavera del cosmo, noi come l'estate profumata di frutti. Attraverso di me Dio moltiplica frutti e vita, in me tuttavia si può interrompere il corso delle sue meraviglie.
La pagina evangelica contiene già la sua interpretazione alla parabola del seminatore, per tutti noi ci sta solo un cammino interiore con la Parola di Dio che ci conduce ad una certezza interiore per far germogliare il seme della fede, facendo agire l'azione dello Spirito Santo nella propria vita.  
Impariamo ad essere cristiani che accolgono la Parola di Dio nella propria vita. Dio ha fiducia in noi. Egli crede che la sua Parola non ritorni a Lui senza aver operato quanto desidera, senza aver compiuto ciò per cui è stata inviata (Is 55,10-11).
Ci dia il Signore quella luce necessaria per comprendere la Parola, ascoltarla con fervore e a imitazione della Vergine Maria, custodirla nel nostro cuore; a viverla con costanza e fortezza, superando quanto impedisce la sua crescita, vincendo le bramosie che tendono a soffocarla, perché produca quei frutti che alimentano l’amore verso Gesù nel servizio ai fratelli.

Buona domenica nel Signore a tutti voi!